Introduzione al corso

Il mio viaggio Montessori

In questa unità ti racconto come sono approdata a Montessori, perché ho optato per un’educazione alternativa per i miei figli e cosa significa Montessori per me.

Ciao!

Se ancora non mi conosci, mi chiamo Carlotta, sono italiana, ma penso e scrivo in inglese e vivo da 12 anni in Spagna (anche se il 2019 marca l’anno in cui lasciamo Marbella per viaggiare il mondo, ma questa è un’altra storia).

Quando sono uscita dall’università volevo tradurre letteratura per mettere insieme le mie due più grandi passioni: le lingue e la scrittura. In un buffo giro di eventi, dopo aver insegnato inglese a grandi e piccini per 8 anni, ora scrivo un blog di maternità in tre lingue La Tela di Carlotta. La vita ha i suoi modi curiosi e imprevedibili per portarci a ciò che vogliamo, basta solo tenere le antenne alte e coglierne i bivi.

Questo corso è nato proprio per aver girato a uno di quei bivi. 

Non sono una guida Montessori e non sono nemmeno un’esperta: sono solo un genitore, proprio come te, che negli ultimi quattro anni ha vissuto e respirato Montessori e disciplina positiva con ogni cellula del suo corpo. Ho cambiato me stessa, le mie abitudini, i miei modi di essere e di stare con i miei figli, perfino la mia natura. Ed evolvo ogni giorno in nome di queste bellissime filosofie che mi hanno affascinata ed innamorata.

Ecco, se posso scegliere una sola cosa da trasmetterti in queste pagine è la mia passione per Montessori (e per tutto ciò che va un po’ contro il tradizionale, ma questo lo scoprirai leggendo).

La mia storia nel mondo Montessori comincia così

Il mio percorso Montessori è iniziato con un rifiuto. Lo stesso rifiuto che potresti aver provato tu la prima volta che hai sentito di un’educazione così diversa da quella che hai ricevuto. Lo stesso rifiuto che forse leggerai negli occhi di amici e famigliari quando parlerai loro del tuo percorso Montessori. 

Il mio rifiuto fu per una futilità — mettere un materasso a terra invece di usare la culla — che mio marito mi propose dal nulla, un giorno a cena. “Figurati se metto mio figlio a dormire per terra!”, gli dissi.

Il rifiuto è normale, non tutti siamo sempre pronti a un cambiamento che va contro il conosciuto e la normalità: quella sera, per me, la culla era la normalità, il tradizionale era il conosciuto. Non tutti siamo sempre pronti a cambiare le regole della società, soprattutto quando quelle regole ci mantengono in equilibrio sul filo del “socialmente accettabile”.

Invece, con mia sorpresa, quella sera io ero pronta per il cambiamento. Mi sono bastate poche settimane di ricerche e letture per prendere una decisione che avrebbe cambiato tutta la mia visione del bambino e il mio approccio alla maternità: non solo avrei messo mio figlio a dormire su un materasso a terra, ma avrei cresciuto i miei bambini secondo i principi di questa bellissima filosofia di cui allora avevo solo aperto una piccola finestra. 

Ogni libro, frase e citazione di Maria Montessori, di Alfred Adler e dei loro seguaci piantava un nuovo semino nella mia testa. Ogni concetto non solo parlava direttamente al mio istinto materno, ma era cibo per quel mio insaziabile desiderio di fare le cose con la mia testa, anche (soprattuto?) quando significa andare contro corrente.

Era l’inverno del 2014 e quello che ancora non sapevo è che la filosofia Montessori avrebbe cambiato me e tutta la mia vita (e ancora adesso mentre lo scrivo, mi viene la pelle d’oca). 

Mi avrebbe spinta a mettere ancora più in dubbio tutto il sistema educativo (e scolastico) delle generazioni passate, compreso il modo in cui mi hanno cresciuta i miei genitori. Mi avrebbe spinta a fare corsi, frequentare gruppi, leggere libri su libri, partecipare a webinar e conferenze. Mi avrebbe dato un’insaziabile fame di sapere che non pensavo di avere in me. Mi avrebbe motivata a diventare una versione sempre migliore di me stessa e avrebbe modellato per sempre il modo in cui cresco i miei figli e mi relaziono con loro.

E irrimediabilmente, mi avrebbe fornito una missione: condividere la mia esperienza e portare Montessori nelle case dei genitori italiani iniziando dalla mia esperienza perché Montessori è universale, ma la filosofia si adatta ad ogni singolo genitore, perché ogni genitore ne deve trarre gli strumenti necessari per il proprio percorso interiore, a seconda del bagaglio famigliare e sociale che si porta appresso.

Ed è così che è nato questo corso.

Un corso da mamma a mamma (o papà), in cui la mia esperienza di maternità regna sovrana, perché sono prima di tutto una madre che ha fatto un percorso Montessori e che vuole condividerlo.

La mia missione, con questo corso, è proprio questa: far vedere ai genitori della mia e della nuova generazione che esiste un’alternativa al modo in cui siamo stati cresciuti noi. Esiste una forma di educazione diversa in cui l'adulto è una guida chiara e giusta e il bambino il suo maestro, il protagonista piuttosto che lo spettatore. 

Con questo corso, parlo a tutti quei genitori che come me sentono di essere pronti a cambiare qualcosa (o tutto), ma non sanno da dove iniziare. Quei genitori che come me sentono il bisogno di andare un po’ contro corrente, ma cercano un modello da seguire. Quei genitori che credono che l’esperienza si costruisca, non si impari. Quei genitori che non hanno paura di mettere in discussione il modo in cui loro stessi sono stati educati e cresciuti, soprattuto se esiste un modo migliore o semplicemente diverso.

Se stai leggendo queste righe, è molto probabile che tu sia uno di quei genitori. Semplicemente ancora non hai dato briglia sciolta al tuo potenziale.

Con questo corso, credo di poterti aiutare.


Perché ho scelto un’educazione alternativa?

Solo coloro che sono sufficientemente folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
— Steve Jobs

Una risposta facile potrebbe essere: perché siamo un po’ alternativi in tutto, perché non nell’educazione? Io e mio marito Alex (finlandese) seguivamo la dieta paleolitica quando ancora si credeva nella piramide alimentare classica. Ricercavamo uno stile di vita minimalista anche se arrivavamo da case affollate di mobili e garage pieni di memorabilia. Sceglievamo di continuare ad affittare casa quando la società ci consigliava di comprare. Storcevamo il naso al sistema scolastico tradizionale e ci chiedevamo se ci fosse un’alternativa migliore. Ora, nel giugno del 2019, abbiamo venduto tutto quello che possediamo per iniziare un’avventura di un paio d’anni intorno al mondo. 

Quando ho scoperto la filosofia Montessori, tutto ciò che leggevo aveva senso dentro di me. E più leggevo, più imparavo, più sentivo che sarebbe stato il modo migliore e più immediato di crescere i miei figli nel rispetto, nella fiducia, nell’empatia e di dare loro la possibilità di diventare adulti emotivamente equilibrati e pensatori indipendenti (non c’è stato nulla di immediato, ma questa è una storia che ti racconterò più avanti).

Ma c’è molto di più. E per questo devo fare un salto indietro nella mia linea del tempo. 

Ho avuto una bellissima infanzia, sono stata amata, coccolata, forse anche viziata. I miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla e anche quando è arrivata mia sorella, nove anni dopo di me, o quando hanno divorziato, ai miei 20 anni, hanno saputo mantenere un equilibrio. 

Sono grata a mia madre per avermi mostrato con il suo esempio che posso diventare quello che voglio in questa vita. Sono grata a mio padre per avermi insegnato che l’amore spesso non ha bisogno di tante parole. Sono grata a entrambi per avermi fatto lavorare al bar di famiglia fin da giovane. Per avermi insegnato l’importanza del denaro rifiutandosi di pagarmi cene e cinema con amici. Per essere andati contro corrente e avermi permesso fin dai 14 anni di viaggiare e lavorare all’estero da sola per guadagnarmi la mia indipendenza.

Ma da un punto di vista di educazione emozionale, la mia è stata una famiglia tradizionale: gerarchia genitore/figlio alla base dell’educazione; rispetto incondizionato per i genitori, ma non per i figli; premio per i buoni comportamenti, castigo per le mancanze di rispetto; valore dell’esperienza direttamente proporzionale agli anni di vita; fede nelle autorità — scuola, chiesa, governo.

La filosofia Montessori mi ha dato l’opportunità e gli strumenti per cambiare tutto questo con i miei figli e convertirmi giorno dopo giorno nel genitore che voglio essere.


Noi genitori del 21esimo secolo siamo pionieri

Io (e chissà, magari anche tu) sono cresciuta con frasi del tipo:

Siamo i tuoi genitori e ci devi rispetto.

Finché vivi sotto questo tetto decidiamo noi.

Quando ti manterrai potrai decidere per te stessa.

Non biasimo i miei genitori, e se stanno leggendo, ci tengo che sappiano che queste righe (e questo corso) non sono una critica al modo in cui mi hanno educata. Allora l’informazione non era tanta, né tanto accessibile come oggi e loro mi hanno cresciuta come sono stati cresciuti loro, anzi, sicuramente anche cercando a loro volta di fare meglio dei miei nonni, ma sempre seguendo la saggezza convenzionale disponibile al loro tempo ed età. 

Non è forse quello che hanno fatto tutti i genitori di tutte le generazioni fino ad ora?

Dentro di me, però, ho sempre saputo che non avrei potuto silenziare quella vocina interiore di adolescente che diceva “quando sarò madre, non dirò/farò così con i miei figli”. E oggi che sono madre e che cresco i miei figli diversamente, so che se i miei genitori non avevano altro che le generazioni passate a cui ispirarsi e credo che se avessero avuto a loro disposizione l’informazione sull’educazione emozionale che abbiamo io e te oggi, avrebbero fatto molte cose diversamente.

Oggi, io e te — genitori del 21esimo secolo — possiamo fare meglio.

Noi genitori del 21esimo secolo siamo fortunati: le nuove tecnologie, con l’avvento di internet e dei social media, ci hanno dato accesso a tutta l’informazione di cui abbiamo bisogno. Quando sento dire “magari un figlio arrivasse con il manuale!”, penso che di “manuali” ne abbiamo anche fin troppi: dobbiamo solo sceglierne uno e seguirlo — e io ho scelto l’educazione rispettosa, Montessori, la disciplina positiva.  

Noi genitori del 21esimo secolo siamo in una posizione privilegiata e pioniera: abbiamo la meravigliosa opportunità di educare la primissima generazione che crescerà i propri figli liberi dalle restrizioni mentali e dall’imposizione della gerarchia delle generazioni passate.

Non possiamo ignorare questa opportunità.


“Quando sarai madre capirai”

Me lo sono sentita dire così spesso dai miei genitori come giustificazione di loro comportamenti e decisioni. “Quando sarai madre capirai”.

È vero, ho capito tante cose da quando sono madre. 

Una su tutte: voglio e sento di dover crescere i miei figli diversamente.

Nonostante io arrivi da un’educazione tradizionale, attraverso l’informazione che ho avuto a mia disposizione, sono riuscita a metterla in discussione e rifiutarne gli aspetti che non sentivo giusti: ho fatto (e faccio ogni giorno) un grande lavoro interiore e sono orgogliosa della donna, madre, moglie e individuo che sono oggi (un po’ meno della figlia che sono, ma questo te lo racconterò più avanti).

Da quando sono madre, grazie alla filosofia Montessori e alla disciplina positiva, ho capito tante cose che hanno cambiato completamente il mio modo di vedere il rapporto genitore/figlio.

Ho capito che il ruolo del genitore non è decidere per il proprio figlio, ma accompagnarlo silenziosamente ed umilmente nel suo percorso di crescita. Non è nemmeno prenderlo per mano e instradarlo nella direzione giusta: è limitarsi ad osservarlo e avere fiducia nel suo maestro interiore.    

Ho capito che i figli non imparano dai genitori, i genitori imparano dai figli. Come scrisse Maria Montessori, “il bambino è il maestro dell’uomo”.

Non parlavo ai bambini, ma con i bambini, non dicevo loro ciò che volevo che fossero, ma ciò che volevano e potevano essere. Il ruolo di chi educa, genitore, educatore o insegnante, non può che partire dall'amare il bambino, osservarlo, tentare di capirlo, apprendere a parlargli e a guadagnare la sua fiducia. Egli è tutt'altro che inferiore a noi: una creatura talmente elevata nei suoi sentimenti, da risultare superiore a qualsiasi adulto.
— Korczak

Ho capito che i miei figli hanno bisogno della mia fiducia sempre e comunque — nel fare da soli, nel prendere le loro decisioni autonomamente, nello sperimentare senza condizioni, nel rifiutare i miei NO. Perfino nel dire la loro verità: anche quando penso che di vero ci sia poco, mi sorprendono.

Ho capito che i bambini sono esseri puri e nessun bambino è birichino. Tutte le birichinate e le mancanze di rispetto nascono da un ostacolo che il bambino incontra sul loro sviluppo e che il genitore non riconosce o non ha gli strumenti per affrontare.

Ho capito che ogni volta che mio figlio fa un “errore”, devo guardare prima a me stessa, a cosa ho sbagliato io.

Ho capito che voglio educare dall’accompagnamento e non dalla superiorità — perché credo che sia l’unica maniera in cui io possa davvero godere del privilegio e della bellezza fugace di avere due bambini piccoli al mio fianco.

Ho capito che non voglio crescere i miei figli; voglio crescere me stessa al loro fianco.

Educare non si tratta di insegnare, si tratta di imparare; educare non si tratta di adulti, si tratta di bambini.
— Marta Prada

Che cos’è Montessori per noi

C’è tanta confusione e fraintendimento riguardo a Montessori. Qualcuno pensa che sia una moda, anche piuttosto presuntuosa. Qualcuno pensa che sia mettere un materasso per terra, comprare solo giochi di legno e materiali specifici. Qualcuno pensa che sia un metodo educativo costoso: tra questi, c’è chi pensa che i bimbi in una scuola Montessori siano troppo strutturati e organizzati, e chi crede invece che facciano quello che vogliono.

Montessori è un po’ tutto questo e niente allo stesso tempo. È una filosofia e come ogni filosofia ha i suoi principi e i suoi valori.

Quello che molti dimenticano o non sanno, però, è che Montessori è prima di tutto una persona, come me e te. Una persona che, non troppo tempo fa, ha deciso di dedicare la sua vita a osservare i bambini e sulle basi di quello che ha scoperto ha creato una pedagogia in cui il bambino è protagonista, non spettatore. 

Maria Montessori credeva di poter rendere il mondo un posto migliore iniziando dai nostri bambini, guidandoli, rispettandoli, facendo appello al loro senso di responsabilità, il maestro interiore, verso il mondo che abitiamo. Voleva cambiare il mondo e l’educazione educando i bambini alla pace.

Oggigiorno usiamo la parola Montessori come un’etichetta per descrivere velocemente un intero set di valori e principi dell’educazione. Allo stesso modo in cui usiamo, per esempio, “vegetariano” per dire velocemente che preferiamo non mangiare carne. 

Nonostante io non sia un’amante delle etichette, io stessa spesso mi definisco una mamma Montessori. Ma quando dico che cresco i miei figli Montessori, quello che voglio dire davvero è: 

  • Che i miei figli sono i miei maestri, e non viceversa. Che nella mia mente ho soverchiato l’ordine gerarchico genitore/figlio. Che li seguo e ascolto il più possibile, perché ho imparato che quando seguo i miei figli, il mio lavoro di madre è più facile. 
  • Che ho imparato a guardare attraverso gli occhi dei miei figli per le grandi e le piccole cose, come la gestione delle emozioni, la risoluzione dei conflitti, ma anche la creazione di yes-spaces in casa, ambienti in cui siano liberi di sviluppare appieno il loro potenziale.
  • Che tratto i miei figli fin dalla nascita come persone indipendenti, perché mi fido del loro potenziale. Parlo con loro come se fossero adulti, non perché voglio che crescano in fretta, ma perché ai bambini piace, è una loro necessità. Li lascio mangiare da soli con un cucchiaio o bere da un bicchiere di vetro, non perché non mi importa che si sporchino o rompano il bicchiere, ma perché so che attraverso l’esperienza impareranno di più. Come disse una volta Maria Montessori, “Se non dai un bicchiere di vetro a tuo figlio è perché dai più valore al bicchiere che al processo di apprendimento”.
  • Che do ai miei figli libertà e limiti allo stesso tempo, perché so che non esiste l’una senza gli altri. Che non uso castighi o ricompense, ma trovo modi creativi di promuovere in loro una disciplina interiore, il loro “maestro interiore” come lo chiamava Maria Montessori. 
  • Che ho capito che l'unico modo per insegnare ai miei figli il rispetto, l’importanza del non mentire, il vocabolario e la gestione delle emozioni è essere io stessa rispettosa, onesta e mostrare loro come mi comporto di fronte alla rabbia, al dolore, alla felicità. Il nostro esempio è lo strumento d’insegnamento più potente che abbiamo.

E il mio essere Montessori si rispecchia anche nelle piccole cose.

Nel sedermi con loro a giocare, ma spesso limitarmi ad osservarli; nel riconoscere il gioco come un lavoro e non interrompere la loro concentrazione; nel dire “grazie”, “scusa” e “prego” per loro, senza forzarli né preoccuparmi di cosa pensi la gente; nel dire “siamo quasi a casa” quando davvero siamo quasi a casa; nel chiedere il loro permesso prima di prenderli in braccio o togliergli qualcosa dalle mani; nel coinvolgerli nelle faccende domestiche anche se rallenta il processo; nel raccogliere un pezzo di plastica per strada e buttarlo nel cestino.

Ormai l’avrai notato, nella filosofia Montessori l’esempio del genitore è la chiave di volta, ma credo che spesso i genitori, anche se hanno in sé un enorme potenziale, non hanno gli strumenti per avviare un processo di trasformazione interiore in una società che rema loro contro.

Con questo corso voglio darti gli strumenti per far brillare appieno il tuo potenziale di genitore.

Iniziamo?

Cambiamo insieme l’educazione, un genitore alla volta.
— La Tela di Carlotta 

  1. 1. Introduzione al corso
    1. Check Perché il corso in video
    2. Check Il mio viaggio Montessori
    3. Check Che cosa troverai (e non troverai) in questo corso
    4. Check Come ottenere il massimo da questo corso
  2. 2. ABC della filosofia Montessori
    1. Check Breve storia e obiettivo principale della filosofia Montessori
    2. Check L’educazione tradizionale a confronto con l’educazione Montessori
    3. Check La regola numero 1 della filosofia Montessori
    4. Check Montessori a casa ha senso?
  3. 3. La teoria Montessori che aiuta in casa
    1. Check Mente assorbente e forme di attività ragionevoli
    2. Check I quattro piani dello sviluppo
    3. Check I periodi sensitivi
    4. Check Le crisi dello sviluppo dalla nascita ai tre anni
    5. Check Normalizzazione e deviazioni
    6. Check Immaginazione VS Fantasia
    7. Check L’importanza di non interrompere
  4. 4. La trasformazione del genitore
    1. Check Educare noi stessi prima dei nostri figli
    2. Check La preparazione della guida Montessori
    3. Check La trasformazione del genitore
    4. Check Come cambiare il dialogo interiore
    5. Check Come cambiare la tua visione del bambino e di te stesso
    6. Check Gestire le proprie emozioni: la vera trasformazione
  5. 5. Libertà e limiti in Montessori
    1. Check Non esiste libertà senza limiti
    2. Check Disciplina non è il contrario di libertà
    3. Check Ok, ma come sono i limiti?
    4. Check Trucchi per impostare e far rispettare i limiti
    5. Check Bando a premi e castighi, usa le conseguenze
    6. Check Sono necessari tutti i NO che diciamo ai nostri figli?
    7. Check Come impostare limiti sani secondo Leslie Potter
  6. 6. Comunicazione rispettosa in stile Montessori
    1. Check Il danno delle etichette
    2. Check Il problema degli elogi e di dire “bravo”
    3. Check Frasi senza elogi, minacce ed etichette
    4. Check Coinvolgere i famigliari nel nostro metodo d’educazione
    5. Check Lezioni di grazia e cortesia
    6. Check 5 ragioni per smettere di dire “Bravo” (di Alfie Kohn)
  7. 7. I capricci e come gestirli
    1. Check Ma i capricci esistono?
    2. Check Tipi di “capricci”
    3. Check Cosa faccio in un momento di crisi?
    4. Check Il cervello nel palmo della mano e la modalità coccodrillo
    5. Check “Name it to tame it”: l’importanza di dare un nome alle emozioni
    6. Check PS. Un’ammissione di colpa
  8. 8. Montessori nel quotidiano
    1. Check Come impostare una routine
    2. Check Come lasciare il pannolino e gestire le crisi di cambio pannolino
    3. Check Come gestire la frustrazione
    4. Check Come nutrire il naturale senso dell’ordine (e mantenere l’ordine in casa)
    5. Check Come far sì che tuo figlio stia seduto a tavola
    6. Check Come aiutare tuo figlio a giocare indipendentemente
    7. Check Come lasciare il parco giochi senza crisi
    8. Check Come gestire la gelosia tra fratelli
    9. Check Come gestire la fretta e vivere più lentamente
    10. Check Come ridurre l’uso della televisione
    11. Check Perché non forzare a condividere i giocattoli
    12. Check Quando i bimbi mordono, spingono e picchiano
    13. Check I miti della maternità tradizionale
  9. 9. Domande e risposte (in continuo aggiornamento)
    1. Check Mio figlio non si concentra
    2. Check Mangia solo con la TV accesa
    3. Check Non rispetta i limiti (colora sui muri)
    4. Check Tira il cibo a terra
    5. Check Mio figlio non si lancia in nuove esperienze
    6. Check Fa tanta fatica a staccarsi da me
    7. Check Ma Maria Montessori fu una madre pessima!
  10. 10. Grazie, scrivimi e cambiamo l’educazione un genitore alla volta
    1. Check Grazie
    2. Check Cambiamo l’educazione, un genitore alla volta